Ultima modifica: 3 Giugno 2022
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Esame di Stato Primo ciclo

L’Esame del primo ciclo

Per l’Esame del primo ciclo sono previste due prove scritte, una di Italiano e una relativa alle competenze logico-matematiche, seguirà un colloquio, nel corso del quale saranno accertate anche le competenze relative alla Lingua inglese, alla seconda lingua comunitaria e all’insegnamento dell’Educazione civica.

La votazione finale resta in decimi. Si potrà ottenere la lode. La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che comunque si terranno, non sarà requisito di accesso alle prove. L’Esame si svolgerà in presenza, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2022.

Per il solo colloquio, è prevista la possibilità della videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il proprio domicilio, condizione che andrà, comunque, documentata.

Riferimenti normativi essenziali

  • Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, recante “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107”
  • Decreto Ministeriale 3 ottobre 2017, n. 741, concernente l’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione
  • Decreto Ministeriale 3 ottobre 2017, n. 742, concernente la certificazione delle competenze per il primo ciclo di istruzione
  • Ordinanza ministeriale 14 marzo 2022, n. 64

Ammissione agli esami dei candidati interni: requisiti di ammissione

Per l’ammissione agli esami dei candidati interni questi sono i requisiti di ammissione:

  • frequenza di almeno tre quarti del monte ore personalizzato, fatte salve eventuali deroghe deliberate dal Collegio dei docenti, anche con riferimento alle situazioni determinate dall’emergenza epidemiologica;
  • non essere incorsi nella sanzione disciplinare della non ammissione prevista dal D.P.R. 249/1998, art. 4, commi 6 e 9 bis. Si tratta della sanzione dell’allontanamento dalla comunità scolastica con l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi, comminata dal Consiglio di Istituto per “recidiva di atti di violenza grave, o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, ove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente”.

La partecipazione alle prove standardizzate nazionali anche quest’anno non si qualifica come requisito di ammissione, né per i candidati interni né per i privatisti, in deroga alle previsioni del D. lgs. 62/2017.

Il voto di ammissione e il percorso triennale

Il D. lgs. 62/2017, art. 6 comma 5 recita che “Il voto di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall’alunna o dall’alunno”; mentre il D. M. 741/2017, art. 2 comma 4 che “In sede di scrutinio finale il consiglio di classe attribuisce alle alunne e agli alunni ammessi all’Esame di Stato, sulla base del percorso scolastico triennale e in conformità con i criteri e le modalità definiti dal collegio dei docenti, inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa, un voto di ammissione espresso in decimi, senza utilizzare frazioni decimali, anche inferiore a sei decimi”. Si suggerisce di evitare calcoli meccanici per l’attribuzione del voto di ammissione. Nell’ottica della dimensione formativa della valutazione  è, invece, opportuno tenere conto del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, considerando una serie di elementi oltre ai voti disciplinari: il metodo di studio maturato, l’autonomia raggiunta dall’alunno, il grado di responsabilità manifestato nelle scelte, i progressi registrati relativamente alla situazione di partenza, etc. Il Consiglio di classe in sede di scrutinio finale può deliberare la non ammissione con adeguata motivazione in caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline; in questo caso il voto espresso al momento della delibera dall’insegnante di Religione cattolica per gli alunni che se ne avvalgono (e analogamente il voto dell’insegnante di attività alternative all’IRC), se determinante per conseguire la maggioranza, va riportato a verbale in forma di giudizio motivato. In base all’art. 2, comma 4, del D.M. n. 741/2017 il voto di ammissione, che pesa per il 50% sulla valutazione finale, può essere inferiore a sei decimi.